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"title": "3 cose che i marketer dovrebbero sapere sulla Gen Z"
"date": "2018-07-30T16:27:43+02:00"
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"description": "Ecco la Gen Z, i digital native cresciuti con lo smartphone in mano, nutrendosi di internet ad alta velocità e di social media. Parallelamente ai miliardi di selfie e di Snap che hanno condiviso negli ultimi anni, il loro potere di acquisto è cresciuto in modo significativo."
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"author": "Karen Mangonon"
"category": "Trend e dati"
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Dopo i Millennial, arriva la nuova generazione di consumatori con una potente capacità di influenza. Ecco la Gen Z, i digital native cresciuti con lo smartphone in mano, nutrendosi di internet ad alta velocità e di social media. Parallelamente ai miliardi di selfie e di Snap che hanno condiviso negli ultimi anni, il loro potere di acquisto è cresciuto in modo significativo. E i brand sanno molto bene quanto sia importante connettersi con loro.









Con il recente studio sulla Gen Z, Criteo ha compiuto un sondaggio tra migliaia di appartenenti alla Gen Z negli USA, nel Regno Unito, in Francia, Germania, Brasile e Giappone per capire la loro opinione sullo shopping: che cosa li motiva e che cosa si aspettano dall’esperienza con il retail.




## **Marketing diretto alla Gen Z: Chi sono?**




Mentre tutti i Paesi hanno in gioco fattori economici e culturali differenti, i giovani della Gen Z di tutto il mondo condividono una sola e vera passione per l’esperienza retail, potenziata dalla tecnologia. Ma, esattamente, chi sono?




### **1. Sono un ampio gruppo di giovani adulti che hanno un grosso impatto sul commerce.**




Non ci sono regole precise per definire il rango di età di ciascuna generazione, ma Criteo ha definito la Gen Z come i giovani tra i 16 e i 24 anni, ossia i giovani nati tra il 1996 e il 2012. Secondo la Ricerca Pew, la Gen Z costituisce il 22% della popolazione USA, in pratica 68 milioni di persone. Un mucchio di potenziali clienti.




Recentemente, Forbes ha riferito che per l’anno 2020 la Gen Z diventerà [la più numerosa generazione di consumatori](https://www.forbes.com/sites/jefffromm/2018/01/10/what-you-need-to-know-about-the-financial-impact-of-gen-z-influence/#5d9ccaef56fc), con una capacità di spesa diretta stimata [tra i 29 e i 143 miliardi di dollari](http://www.millennialmarketing.com/research-paper/the-power-of-gen-z-influence/).




Secondo un [report di Cassandra](http://www.marketwired.com/press-release/deep-focus-cassandra-report-gen-z-uncovers-massive-attitude-shifts-toward-money-work-2004889.htm), il 93% dei genitori dice che i figli influenzano gli acquisti del nucleo familiare, tanto che la Gen Z viene considerata responsabile di un impatto consistente sul mercato.




### **2. È una generazione che desidera condividere e che ne ha le possibilità.**




La Gen Z è cresciuta con i social media e gli smartphone; ecco perché ha capacità di connessione immediata e costante con altri giovani. Tutto questo ha implicazioni immense per i marketer: la Gen Z esplora il mondo con i suoi telefonini e non penserebbe mai di acquistare senza prima consultare il suo network online e offline di amici.




Quando si tratta di social media, la Gen Z adotta un approccio molto vario, utilizzando canali diversi per motivi diversi. Instagram è la vetrina delle aspirazioni e dei sogni, Snapchat cattura momenti di vita reale e Twitter funge da portale delle notizie.




![marketing to gen z](http://www.criteo.com/it/wp-content/uploads/sites/9/2018/08/gen-z-2.jpeg)




E mentre nuove piattaforme potrebbero aggiudicarsi una quota sempre maggiore dell’attenzione dei media, in realtà la Gen Z utilizza molto anche Facebook. Secondo la nostra ricerca, il 54,9% utilizza Facebook diverse volte al giorno, seguito da Instagram e Snapchat, che quasi pareggiano al 51,9%.




### **3. È una generazione che ha opinioni decise e si interessa molto alle storie dei brand.**




La Gen Z ha opinioni decise, molto influenzate dai coetanei, dalla politica e dalla cultura pop. In molti casi, questo significa che vi è molta attenzione ai valori dei brand supportati. Coloro che si avvicinano all’indipendenza dell’età adulta sono più inclini a scegliere articoli e concetti retail [allineati ai loro valori](http://www.marketwired.com/press-release/deep-focus-cassandra-report-gen-z-uncovers-massive-attitude-shifts-toward-money-work-2004889.htm).




Trasparenza e autenticità (sapere da dove vengono gli articoli e come vengono prodotti) sono solo due dei principi che la Gen Z prende sul serio. Brand come Warby Parker e Tom’s offrono la promessa del bene sociale; Everlane e Cuyana parlano apertamente di come vengono prodotti i loro articoli e [Glossier](http://www.criteo.com/it/blog/in-che-modo-glossier-harrys-e-away-creano-la-fidelizzazione-dei-clienti-con-i-contenuti/) e Rimmel promuovono la coscienza della propria individualità.




In futuro, i retailer che scommettono su questioni importanti sono destinati a distinguersi al di sopra della massa, connettendosi con la Gen Z dove conta di più: nel cuore e nella mente.
