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"title": "I retailer sono attualmente troppo cauti per entrare in concorrenza con Amazon nel 2020: è ora di cambiare"
"date": "2019-12-11T17:25:59+01:00"
"url": "https://www.criteo.com/it/blog/come-tutti-i-rivenditori-can-concorrenza-con-amazon/"
"description": "In un mondo orientato al prezzo e alla comodità, i retailer devono modificare il loro modo di gestire le attività di ecommerce, per non rischiare di perdere sempre più vendite, avvantaggiando Amazon."
"image": "https://www.criteo.com/it/wp-content/uploads/sites/9/2019/12/working-macbook-computer-keyboard-34577-scaled.jpg"
"author": "Tanitra Partivit"
"category": "Aggiornamenti Criteo"
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I retailer online sentono l’urgenza di offrire i prezzi più bassi e [la spedizione più veloce](https://www.retaildive.com/news/fast-and-free-how-shipping-expectations-are-changing-retail/562902/). E sono in concorrenza con Amazon, che [detiene il 38% della quota di vendite totali di ecommerce negli USA](https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-06-13/emarketer-cuts-estimate-of-amazon-s-u-s-online-market-share) – per non parlare di [un fiorente media business](https://www.marketingdive.com/news/amazons-ad-business-growth-outpaces-googles-globally-e-tailer-dominates/551075/).




Facendo pianificazioni per il 2020, molti retailer cercano opportunità per incrementare i loro digital business e si focalizzano sull’incremento delle vendite online, allo scopo di guadagnare una fetta più grande del mercato ecommerce. 




Ma c’è qualcosa di cui non tengono conto: il retail media.




### **Il retail media **




Il retail media adotta il modello pubblicitario utilizzato dagli editori del digitale e lo applica ai siti di ecommerce.




Gli inserzionisti sono attratti dagli editori del digitale perché questi hanno grandi audience e lettori coinvolti. Oltre a queste audience coinvolte, i retailer digitali hanno qualcosa di più: i visitatori dei loro siti Web sono seriamente intenzionati a osservare e ad acquistare prodotti. È il contesto perfetto per i brand, che prima pagavano per avere i prodotti posizionati nei punti migliori del negozio e ora chiedono migliore visibilità sugli scaffali digitali dei retailer. 


![Pasta search results page on Peapod dot com showing various boxes of pasta as well as an ad for Barilla pasta](http://www.criteo.com/it/wp-content/uploads/sites/9/2019/12/Retail-Media-Peapod-Barilla-Pasta.png)*Barilla mette annunci sui risultati per la ricerca di “pasta” su Peapod.com.*


I retailer possiedono anche preziosi dati di first party di cui i brand hanno bisogno per attribuire le loro campagne pubblicitarie alle vendite SKU level. (I brand che vendono la maggior parte dei loro prodotti attraverso i retailer non hanno dati sui punti vendita, quindi non riescono a vedere quello che i loro clienti acquistano effettivamente.)




Quando i retailer aprono i loro siti Web alla pubblicità dei brand, essi possono offrire questi vantaggi ai loro brand partner e creare un nuovo e costante flusso di revenue per i loro business.




Secondo “[Retailers:](https://www2.criteo.com/forrester-next-media-moguls)[You’re the Next Media Moguls](https://www2.criteo.com/forrester-next-media-moguls)” [Retailer: siete voi i prossimi magnati del media] di Forrester (5 dicembre 2018), scritto da [Sucharita Kodali](https://www.forrester.com/Sucharita%20Kodali), con [Fiona Swerdlow](https://www.forrester.com/Fiona%20Swerdlow), Susan Bidel, [Collin Colburn](https://www.forrester.com/Collin%20Colburn), [Joanna O’Connell](https://www.forrester.com/Joanna%20O'Connell) e Heidi Anderson: “Il commerce è ancora ferocemente competitivo e gli shopper continuano a andare a caccia di prezzi più bassi, riducendo ulteriormente i margini del retailer. La pubblicità rappresenta un flusso accessorio di revenue che ha margini più elevati di molte categorie retail tradizionali, come gli alimentari o l’elettronica.”




I retailer online che desiderano sopravvivere in un mondo orientato al prezzo e alla comodità e vogliono fare concorrenza ad Amazon devono iniziare a creare i loro business di retail media. Guarda [Best Buy](https://digiday.com/marketing/best-buy-touts-first-party-data-capabilities-looks-build-media-business/), Expedia, Target e Walmart; questi retailer affermati sono riusciti a monetizzare i loro storefront digitali e i dati first party dei clienti.




### **Perché i retailer che provano retail media non sono più numerosi?**




I brand sono pronti a investire in nuovi canali pubblicitari orientati al commerce, e i retailer posseggono le basi su cui creare i loro retail media business. E allora, che cos’è che frena i retailer? 




Diamo un’occhiata a tre concetti sbagliati che frenano i retailer, e cerchiamo di risolverli, 




### **Mito 1: Non ho il know how interno per creare il mio retail media business**




I retailer sanno che il loro retail media business, perché riesca, deve essere scalabile e conveniente. Per gli inserzionisti dei brand deve essere inoltre facile gestire le loro campagne attraverso una piattaforma self service e agire in totale trasparenza relativamente alla performance, proprio come i brand sono abituati a fare rispetto ai loro partner pubblicitari.




Per un’azienda come Amazon, ciò ha significato riunire un nuovo team dedicato al retail media. Ma non tutti i retailer possono permettersi di creare il proprio business in azienda.




Il giusto partner tecnologico non solo saprà creare e avviare un retail media business, ma anche condurre i retailer in un ecosistema di retail media più ampio, in cui potranno riunirsi per creare una scala sufficiente a competere e attrarre altri inserzionisti di brand.




“Anche piccoli merchant, che possono non avere scala ma hanno audience attraenti e appassionate, possono creare nello spazio relazioni con venditori tecnologici e coltivare ad partnership valide per i loro clienti e marketer”, scrive Kodali nel report di Forrester. “Prendi in considerazione una partnership con aziende come Criteo Retail Media e Intent Media, che hanno offerte di soluzioni “tutto compreso” per aiutare le aziende del commerce nella formazione e nella raccolta di dati first-party, allo scopo di mostrare in modo intelligente annunci a audience differenti.” 




### **Mito 2: Gli annunci guasteranno la shopper experience sul mio sito Web **




La shopper experience deve essere sempre privilegiata. Ma quando la pubblicità sui siti di ecommerce viene fatta bene, le inserzioni sembrano parte dell’esperienza di navigazione e aiutano gli shopper a prendere decisioni di acquisto più informate. 


![A Kate Spade handbag product page on Macys dot com showing sponsored product recommendations at the bottom](http://www.criteo.com/it/wp-content/uploads/sites/9/2019/12/Retail-Media-Macys-Handbags.png)*MICHAEL Michael Kors collocano inserzioni su pagine prodotto su Macys.com.*


Le inserzioni native di retail media che non interrompono la sessione di shopping e appaiono nel contesto giusto sono in pratica come risultati di ricerche sponsorizzate che corrispondono nell’aspetto e nella percezione ai risultati organizzati. Le inserzioni valide danno anche informazioni utili, come i prezzi in tempo reale e la disponibilità del prodotto.




Mentre gli shopper ottengono raccomandazioni di prodotto che li aiutano a trovare quello che vogliono acquistare, i brand generano maggiore interesse per i loro prodotti.




Come scrive Kodali nel report di Forrester, “le esigenze degli shopper, dei marketer e dei retailer puntano ora tutte nella stessa direzione, spingendo le aziende di commerce a esplorare opportunità rese possibili da revenue di annunci”.




### Mito 3: Il retail media metterà a rischio i dati personali dei miei clienti




I consumatori stanno diventando [più cauti](https://www.nytimes.com/2019/09/24/technology/group-behind-california-privacy-law-aims-to-strengthen-it.html) sulla diffusione dei loro dati personali. Mentre, allo stesso tempo, i brand desiderano sempre più targettizzare i preziosi segmenti di audience definiti dai loro dati first party.




Ci sono modi con cui i retailer possono fornire valore a inserzionisti di brand, proteggendo comunque la privacy del consumatore. Il primo step consiste nel considerare la privacy una priorità essenziale durante la ricerca di un partner.




“Ci si aspetta che i retailer condividano i dati sulla conversione e sulle vendite con i brand, ma i retailer pensano sia prudente proteggere i dati dei loro shopper e non cadere nelle stesse discussioni sulle violazioni della privacy che Facebook o altri third party retargeter devono affrontare”, si afferma nel report di Forrester. “Con grafici ricchi di dati sugli acquisti, analisi match-back e modelli di media mix, i network di media orientati ai retailer si sono comunque mostrati preziosi per i marketer, senza l’esigenza di dati estranei.”




I retailer dovrebbero chiedere ai loro partner tecnologici potenziali due domande chiave: Mi aiutate a utilizzare nel modo migliore i dati raccolti in modo rispettoso della privacy? E inoltre, possedete gli strumenti che mi permettono di controllare esattamente chi ha accesso ai dati della mia audience? Il partner giusto può rispondere affermativamente a entrambe le domande.




### Oggi i retail media sono un’opportunità




[La spesa globale per la pubblicità digitale sta ancora crescendo](https://adexchanger.com/agencies/magna-digital-ad-spend-is-growing-yet-slowing-in-2019-and-beyond/). I brand vogliono investire in canali in cui possono generare conversioni e attribuite la loro spesa alle vendite, ed essi desiderano migliori placement su scaffali digitali già affollati.




Il report di Forrester prevede che i media network diventeranno una componente standard delle revenue dei retailer.




Non è troppo tardi per i retailer creare media business competitivi, ma se non iniziano ora, rischiano di restare indietro.




Abbiamo creato Criteo Retail Media per trovare una soluzione a ogni sfida che frena i retailer e non consente loro di aprire questo nuovo flusso di revenue, includendo tutto quanto è stato appena detto e altro ancora.




Per saperne di più sui vantaggi del retail media, [scarica il report completo di Forrester](https://www2.criteo.com/forrester-next-media-moguls).
