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"title": "Coronavirus e pubblicità. Comunicazione contestualizzata e vicinanza"
"date": "2020-04-15T13:56:39+02:00"
"url": "https://www.criteo.com/it/blog/coronavirus-e-pubblicita-comunicazione-contestualizzata-e-vicinanza/"
"description": "Il Covid-19 sta cambiando le abitudini dei consumatori e le aspettative nei confronti delle aziende e dei media. La pubblicità serve ma deve essere utile e rassicurante."
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"author": "Tanitra Partivit"
"category": "Trend e dati"
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Kantar, azienda che si occupa di data management & consulting, ha rilasciato i risultati di uno studio globale che analizza, fra le varie tematiche, le abitudini dei consumatori e la fruizione dei media durante la pandemia di Covid-19.




Per realizzare il [Covid-19 Barometer](https://www.kantar.com/Campaigns/Covid-19-Barometer) sono stati intervistati oltre 25mila consumatori, provenienti da più di 30 Paesi. La prima fase dello studio, che esplora le implicazioni del Coronavirus nel tempo, rivela come gli individui reagiscano e si adattino alla “nuova normalità” con l’avanzare della pandemia e offre ai brand chiare indicazioni su come rimanere vicini ai propri clienti durante l’emergenza sanitaria.




### **Le attese dei consumatori**




Secondo la ricerca di Kantar, i consumatori si aspettano che le aziende diano priorità a iniziative di welfare verso i propri dipendenti e che giochino un ruolo rilevante a supporto della società. I brand sono sotto gli occhi di tutti e ci si aspetta che siano d’aiuto, pratici e realistici.




Le persone, in questo particolare momento, vogliono tenersi informate: essere preparati è la prima risposta, in tutti i mercati, fondamentale per più di un terzo degli intervistati a livello globale (34%).




I canali media nazionali, come la TV e i quotidiani, sono ancora considerati come le fonti di informazione più affidabili, con il 54% degli intervistati che le considera degne di fiducia.




Riguardo alla comunicazione, solo l’8% dei consumatori crede che le aziende la debbano interrompere e molti evidenziano che può essere una distrazione benvenuta.




Si aspettano però che le campagne pubblicitarie abbiano un impatto positivo sulla società e lascino un segno:




- parlando di come il brand è utile nella nuova vita di tutti i giorni: 77%
- raccontando gli sforzi fatti dal brand per affrontare/migliorare la situazione: 75%
- usando un tono rassicurante: 70%




Ciò che invece i consumatori condannano sono le campagne che hanno come obiettivo la promozione del proprio brand (per il 75% dei rispondenti) e i toni umoristici (40%).




Abbiamo già visto molti esempi di brand mondiali che hanno sostituito campagne e spot che promuovevano i loro prodotti per dare al loro pubblico qualcosa di più importante, un messaggio di speranza.




Restando in Italia, Barilla ha fatto una vera e propria dichiarazione d’amore all’Italia e *al suo popolo che, ancora una volta, resiste*. Con la voce di Sophia Loren ad aggiungere emozione.




FCA ha mandato un messaggio di speranza: “*Queste strade così vuote dovrebbero metterci tristezza. Eppure, non ci sono mai sembrate così piene. Piene delle nostre speranze, dei nostri sogni, piene di coraggio, di forza, di orgoglio*.”




Per sostenere la Croce Rossa Italiana, Coca-Cola Italia si è affidata al cantante Cesare Cremonini e a una delle sue canzoni più conosciute “*Un giorno migliore*” per realizzare uno spot per la raccolta di fondi.
