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"title": "Dimentica tutto quello che sai sulla commercializzazione online dell’abbigliamento"
"date": "2017-04-25T16:58:21+02:00"
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"author": "Valery Cademartori"
"category": "Commerce Media"
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È ora di dimenticare tutto quello che sapevi sulla commercializzazione di abbigliamento e di accessori online. La crescita degli acquisti omnichannel, particolarmente da parte dei millennial e della Generazione X, è solo uno dei tanti segni che indicano che il comportamento dei consumatori, riguardo l’ecommerce dell’abbigliamento, è cambiato in modo radicale. Fortunatamente questo cambiamento ha anche prodotto modalità nuove, e sempre più precise, di raccolta e di interpretazione di quei dati.




Il nostro ultimo report sui trend dell’abbigliamento, che abbina dati comportamentali interni a ricerche di mercato di fonti esterne come Marketwatch, IBM e la National Retail Federation, mostra che, con le giuste informazioni, mai come ora il momento è entusiasmante e innovativo per i retailer. Tra i risultati più interessanti vi sono i seguenti:




- A differenza di altre categorie, quando si tratta di abbigliamento, **oggi gli acquirenti online su dispositivi mobili tendono a spendere di più**($33.91), in media, di quello che spendono utilizzando un desktop ($30.08). (Durante i weekend di dicembre 2016, ad esempio, quasi un terzo di tutti gli acquisti online sono avvenuti su smartphone, il che indica maggiori comodità e accessibilità.)




- **Lo shopping del mondo reale ha ancora la stessa importanza di quello del mondo digitale. Infatti, il 67% della Generazione Z preferisce acquistare in negozio.** Il 69% degli acquirenti Click and Collect degli USA, che costituivano un terzo di tutti gli acquirenti online degli USA, hanno effettuato acquisti impulsivi ritirando i prodotti in negozio; inoltre, sempre più retailer stanno optando per la possibilità di un’esposizione e per il click-and-ship come modalità per gestire meglio le scorte, ridurre il personale e accrescere la fedeltà della clientela.




- Un’analisi del 2016 su 180 campagne all’interno della rete Criteo del retail ha mostrato che **l’esposizione alla paid search** ha avuto come risultato un aumento medio del 48% della quota di considerazione della categoria e un aumento medio del 43% della quota di vendita della categoria. Ma all’interno della sola categoria “Abbigliamento e accessori” gli aumenti medi erano persino più elevati, rispettivamente del 51% e del 47%.




Abbiamo anche scoperto una varietà di strategie temporanee, implementate recentemente dal settore dell’abbigliamento, per affrontare alcune delle sue maggiori sfide di ecommerce, tra cui:




- Per **ridurre i tassi di reso ancora elevati (intorno al 28%)**, i retailer online devono offrire visualizzazioni super dettagliate di 360° dell’abbigliamento, esplorare soluzioni software come ReadyReturns che automatizzano e semplificano il processo di reso dei retailer e offrono spedizione gratuita del reso per attirare quel 68% di acquirenti online che desiderano l’’opzione.




- Per **rispondere all’attesa crescente di forti sconti**, i brand possono ora produrre inizialmente quantità più limitate, quindi agire in base alle informazioni disponibili sulle vendite, gestendo i volumi per evitare che troppi prodotti finiscano nell’angolo degli sconti.




Per altre preziosissime informazioni, tra cui dati notevoli sulle vacanze del 2016, modalità concrete per misurare l’effetto alone del brand e modi innovativi adottati attualmente dai retailer utilizzando gli ultimi ritrovati tecnologici per creare fedeltà al brand, leggi il report completo [qui](http://www.criteo.com/resources/apparel-trend-report/).




Per ricevere le tue offerte omnichannel in atto riguardo all’abbigliamento, contatta il tuo Account Strategist Criteo o inviaci una email all’indirizzo info@criteo.com.
