luglio 30, 2018
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3 cose che i marketer dovrebbero sapere sulla Gen Z

 

Dopo i Millennial, arriva la nuova generazione di consumatori con una potente capacità di influenza. Ecco la Gen Z, i digital native cresciuti con lo smartphone in mano, nutrendosi di internet ad alta velocità e di social media. Parallelamente ai miliardi di selfie e di Snap che hanno condiviso negli ultimi anni, il loro potere di acquisto è cresciuto in modo significativo. E i brand sanno molto bene quanto sia importante connettersi con loro.

Con il recente studio sulla Gen Z, Criteo ha compiuto un sondaggio tra migliaia di appartenenti alla Gen Z negli USA, nel Regno Unito, in Francia, Germania, Brasile e Giappone per capire la loro opinione sullo shopping: che cosa li motiva e che cosa si aspettano dall’esperienza con il retail.

Marketing diretto alla Gen Z: Chi sono?

Mentre tutti i Paesi hanno in gioco fattori economici e culturali differenti, i giovani della Gen Z di tutto il mondo condividono una sola e vera passione per l’esperienza retail, potenziata dalla tecnologia. Ma, esattamente, chi sono?

1. Sono un ampio gruppo di giovani adulti che hanno un grosso impatto sul commerce.

Non ci sono regole precise per definire il rango di età di ciascuna generazione, ma Criteo ha definito la Gen Z come i giovani tra i 16 e i 24 anni, ossia i giovani nati tra il 1996 e il 2012. Secondo la Ricerca Pew, la Gen Z costituisce il 22% della popolazione USA, in pratica 68 milioni di persone. Un mucchio di potenziali clienti.

Recentemente, Forbes ha riferito che per l’anno 2020 la Gen Z diventerà la più numerosa generazione di consumatori, con una capacità di spesa diretta stimata tra i 29 e i 143 miliardi di dollari.

Secondo un report di Cassandra, il 93% dei genitori dice che i figli influenzano gli acquisti del nucleo familiare, tanto che la Gen Z viene considerata responsabile di un impatto consistente sul mercato.

2. È una generazione che desidera condividere e che ne ha le possibilità.

La Gen Z è cresciuta con i social media e gli smartphone; ecco perché ha capacità di connessione immediata e costante con altri giovani. Tutto questo ha implicazioni immense per i marketer: la Gen Z esplora il mondo con i suoi telefonini e non penserebbe mai di acquistare senza prima consultare il suo network online e offline di amici.

Quando si tratta di social media, la Gen Z adotta un approccio molto vario, utilizzando canali diversi per motivi diversi. Instagram è la vetrina delle aspirazioni e dei sogni, Snapchat cattura momenti di vita reale e Twitter funge da portale delle notizie.

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E mentre nuove piattaforme potrebbero aggiudicarsi una quota sempre maggiore dell’attenzione dei media, in realtà la Gen Z utilizza molto anche Facebook. Secondo la nostra ricerca, il 54,9% utilizza Facebook diverse volte al giorno, seguito da Instagram e Snapchat, che quasi pareggiano al 51,9%.

3. È una generazione che ha opinioni decise e si interessa molto alle storie dei brand.

La Gen Z ha opinioni decise, molto influenzate dai coetanei, dalla politica e dalla cultura pop. In molti casi, questo significa che vi è molta attenzione ai valori dei brand supportati. Coloro che si avvicinano all’indipendenza dell’età adulta sono più inclini a scegliere articoli e concetti retail allineati ai loro valori.

Trasparenza e autenticità (sapere da dove vengono gli articoli e come vengono prodotti) sono solo due dei principi che la Gen Z prende sul serio. Brand come Warby Parker e Tom’s offrono la promessa del bene sociale; Everlane e Cuyana parlano apertamente di come vengono prodotti i loro articoli e Glossier e Rimmel promuovono la coscienza della propria individualità.

In futuro, i retailer che scommettono su questioni importanti sono destinati a distinguersi al di sopra della massa, connettendosi con la Gen Z dove conta di più: nel cuore e nella mente.