[ANALYST REPORT] Forrester – Retailer: siete voi i prossimi magnati del media

 

I media network delle aziende di commerce stanno crescendo e stanno trasformando gli acquisti” prevede l’analista del settore di Forrester, Sucharita Kodali (@smulpuru) nel report aggiornato della sua ricerca Retailers: You’re The Next Media Moguls (abbonamento obbligatorio, cliccare sul pulsante di seguito per leggerlo, per gentile concessione di Criteo) pubblicato il 21/2/20 con Fiona SwerdlowCollin ColburnJoanna O’Connell e Nicole Murgia.

Come abbiamo spiegato nel precedente post del nostro blog, Amazon e altri retailer, come Best Buy e Walmart, hanno creato dei media network per il commerce, che non solo offrono customer experience di qualità elevata visualizzando annunci in momenti rilevanti per i loro clienti, ma allo stesso tempo “creano un nuovo flusso di revenue in rapida crescita, con margini allettanti.

Forrester: Retailer Websites And Stores Are Critical In Discovery And Research Across Categories (fig 3. in Retailers: You’re The Next Media Moguls, 21 febbraio 2020)

I suoi punti salienti sono:

  • Le aziende di commerce e i marketer sono un abbinamento perfetto, poiché i retailer sono un punto di riferimento chiave nel processo di scoperta e di ricerca, oltre ad essere fonte di nuovi profitti netti.
  • I retailer si stanno avvicinando ai media con troppa cautela e dovrebbero prendere in considerazione la creazione di un loro network.

Lei suggerisce ai retailer di “prendere in considerazione una partnership con aziende come Criteo Retail Media e Intent Media, che offrono soluzioni “tutto compreso” per aiutare le aziende del commerce nella formazione e nella raccolta di dati first-party, allo scopo di presentare in modo intelligente annunci a audience differenti”.

Tra le altre sue raccomandazioni dirette ai retailer vi è quella di continuare a osservare la consumer experience.

Per quanto riguarda i brand, dovrebbero dedicarsi a questo nuovo canale dell’editoria, perché a loro può offrire “tanto valore […] quanto Facebook e Google.”

Ciò significa anche che le agenzie devono darsi molto da fare in proposito, poiché, secondo lei, vi è ancora una scarsa consapevolezza, dal momento che “molti media planner non conoscono ancora questo formato pubblicitario e altri possono non essere disponibili ad adottarlo, dal momento che richiede un maggiore lavoro di prova e perfezionamento”.

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