dicembre 4, 2018
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Come (e perché) Allbirds gestisce un punto vendita retail come un ristorante

 

Nel 2017 Amazon, con l’acquisizione di Whole Foods, ha iniziato a creare librerie e negozi di alimentari. Aziende di ecommerce, come Sezane, Allbirds e molte altre, hanno iniziato ad ampliare il loro raggio d’azione attraverso punti vendita fisici. Nel frattempo, app, realtà virtuale e aumentata hanno contribuito a rendere meno netti i confini tra il retail fisico e quello digitale.

Da non dimenticare che siamo nell’era dell’omnishopping: la ricerca Criteo’s Shopper Story ha infatti evidenziato che 3 consumatori su 4 fanno shopping prima online e poi offline, e viceversa. Ma c’è di più. I dati del Global Commerce Review di Criteo mostrano che per i retailer omnichannel del Nord America, i consumatori omnichannel rappresentano il 7% di tutti i consumatori, ma generano il 27% di tutte le vendite.

Eppure, è importante notare che l’82,5% di tutte le vendite retail fino al 2021 si effettuerà probabilmente in punti vendita fisici

Che cosa significa questo per i marketer? Le tue strategie di marketing offline sono tuttora più importanti che mai, ma ricorda di tener in considerazione che i consumatori di oggi sono omnishopper.

Diamo un’occhiata a come alcuni retailer di successo si stanno servendo di strategie creative di marketing offline per i loro negozi fisici.

 

Acquisizione: personale di vendita di nuova generazione

Alcuni brand online, come Allbirds e Everlane, stanno ora investendo moltissimo nell’apertura di punti vendita fisici, mentre retailer internazionali, come Sephora, stanno formando il loro personale di vendita per renderlo più competente in tema digitale.

Allbirds, gestisce punti vendita fisici come ristoranti, offrendo ai clienti un’esperienza coinvolgente dove prodotti e addetti alle vendite sono sempre a loro disposizione.

“C’è un barista che si occupa dell’inventario; assistenti, camerieri… tutto è fatto per far sì che l’acquisto di calzature sia un’esperienza unica e coinvolgente”, afferma il fondatore Joey Zwillinger.

Da Sephora, i dipendenti non solo sono esperti di cosmetica: devono possedere anche competenze digitali per assistere i clienti nell’utilizzo degli strumenti digitali del marchio, dall’app al sito Web. Quel che più conta è ”l’esperienza umana” che Sephora cerca di creare, migliorando le capacità interpersonali del suo staff.

Più che il design dei punti vendita e le esperienze interattive, l’esperienza dipende principalmente dalle competenze del personale di vendita. Il reclutamento e la formazione sono fasi fondamentali per poter trasformare i consumatori in clienti fedeli.

 

Re-engagement: un’esperienza unica e condivisibile

 

Il punto vendita (o ristorante) di calzature Allbirds ricorda lo store fisico del brand francese di abbigliamento Sezane.

Gli “Appartement”, del marchio, con sede a Parigi e New York, accolgono i clienti in un ambiente spazioso e ben disegnato, con angoli caffè degni di Instagram e bevande e pasticcini gratuiti. I clienti sono invitati a sedersi, a sorseggiare una bevanda e a divertirsi, che acquistino o no, visto che gli “appartement” stessi fanno parte dell’esperienza.

Allo stesso modo, alla South by Southwest di quest’anno, l’azienda produttrice di bevande energetiche Gatorade ha presentato la Gatorade Combine experience, in cui i visitatori vivevano l’esperienza del “futuro della valutazione atletica e dell’innovazione atletica per la vita in formato Combine, un prodotto della visione di Gatorade da Gatorade e Sports Illustrated.”

I visitatori avevano l’opportunità di confrontare velocità, movimento e forza con quelli degli atleti professionisti in tre diverse postazioni, che emettevano report completi da condividere poi sui social media. Un’esperienza condivisibile ben ideata si traduce in ROI. Quando le persone condividono la loro esperienza sui social, creano un’occasione per il brand di acquisire maggiore visibilità, oltre che nuovi potenziali clienti.

Una cosa importante da ricordare: accertati che l’esperienza sia allineata non solo con il tuo brand, ma anche con le esigenze del cliente. Secondo Advertising Week, i consumatori assuefatti dai media sono abbastanza esperti da riconoscere quando un brand non offre nulla in cambio per la sua promozione sui social media. Per quanto un’esperienza condivisibile sia buona, se i vantaggi sono a senso unico, può in realtà danneggiare il brand invece di potenziarlo.

 

Conversione: la fusione tra fisico e virtuale

Sephora offre ai suoi clienti la possibilità di testare virtualmente i rossetti tramite l’utilizzo di un’app. scaricando un filtro e utilizzando la videocamera del cellulare possono quindi provare diversi brand e tonalità.

IKEA offre ai clienti un’app che, tramite la realtà aumentata, consente di vedere in anteprima come un mobile appare nella propria casa.

Queste innovazioni non solo aiutano i clienti a prendere delle decisioni, ma aumentano il numero di possibilità di conversione per valutare e acquistare i prodotti. I percorsi dei consumatori oscillano spesso tra online e offline e sui dispositivi mobile. Per questo, le applicazioni di realtà aumentata e realtà virtuale contribuiscono a collegare le diverse esperienze.

 

Definisci la tua strategia marketing offline

Una strategia di marketing offline di successo deve connettere i percorsi di acquisto dei tuoi consumatori tra tutti i canali: che sia con la formazione digitale e interpersonale del personale di vendita, o con la creazione di esperienze in-store coinvolgenti e accattivanti, o con le ultime tecnologie di realtà virtuale per avvicinare i prodotti ai clienti, oppure persino attraverso tutti e tre i casi.

La miglior cosa da fare nel marketing offline è evitare di trattare i canali online e offline come separati e in competizione: è importante unire tutti i canali e offrire un’unica e sola esperienza del cliente.

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