{"id":5900,"date":"2017-07-07T20:00:13","date_gmt":"2017-07-07T20:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.criteo.com\/it\/?p=5900"},"modified":"2018-10-04T14:34:28","modified_gmt":"2018-10-04T14:34:28","slug":"che-cosa-puo-imparare-il-commercio-fisico-dallecommerce-nel-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.criteo.com\/it\/blog\/che-cosa-puo-imparare-il-commercio-fisico-dallecommerce-nel-2017\/","title":{"rendered":"Che cosa pu\u00f2 imparare il commercio fisico dall\u2019ecommerce nel 2017"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019ambiente competitivo di oggi, gli effetti della chiusura di punti vendita si avvertono nei centri commerciali e nelle vie maestre di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Amazon punta ad appropriarsi di Macy\u2019s per diventare il retail di abbigliamento numero uno negli USA nel 2017. Nel frattempo, Ralph Lauren ha appena annunciato che chiuder\u00e0 il suo flagship store sulla Fifth Avenue di Manhattan. JC Penney (138 punti vendita), Macy\u2019s (68 punti vendita) e Payless ShoeSource (400 punti vendita) sono solo alcuni dei molti giganti del retail che annunciano la chiusura di punti vendita in questi ultimi anni. Il futuro di Sears e Kmart \u00e8 oggetto di molte congetture. The Limited ha chiuso ognuno dei suoi 250 punti vendita, optando per un approccio unicamente ecommerce. Crocs sta chiudendo 160 dei 558 punti vendita del suo portfolio, mentre gli ex fortissimi Abercrombie &amp; Fitch e Guess ne stanno chiudendo 60 ciascuno. American Apparel \u00e8 un\u2019altra vittima del settore moda a profilo elevato.<\/p>\n<p>Ma prevedere con ci\u00f2 la morte dei retailer fisici sarebbe ingenuo. Target, per fare un esempio, solo quest\u2019anno sta aprendo circa 30 punti vendita, espandendo aggressivamente la sua rete di negozi urban-style pi\u00f9 piccoli, che attualmente rappresentano solo 32 dei 1.200 di cui \u00e8 composto il suo potente portfolio. Lululemon, solo in Nord America prevede di aprire altri 30 punti vendita, ma molti nei formati hyper-local, pi\u00f9 nuovi e di dimensioni inferiori, e alcuni non vendono pantaloni yoga. Tra le aperture di Target c\u2019\u00e8 uno spazio di circa 4000 m<sup>2 <\/sup>di fronte all\u2019iconico Macy\u2019s sulla 34<sup>a<\/sup>\u00a0Strada, che vanta un enorme spazio di circa 200.000 m<sup>2<\/sup>. Nonostante la differenza di dimensioni, la mossa di Target \u00e8 un sintomo del trend di tutto il settore verso un aggiustamento e una razionalizzazione degli spazi.<\/p>\n<p>Questa contrazione, compiuta da attori seri, indica che esiste semplicemente troppo spazio fisico in un\u2019epoca in cui si effettuano online tanti acquisti di grosse quantit\u00e0 o di singoli articoli, dai calzini sportivi all\u2019abbigliamento su misura di qualit\u00e0 e costo pi\u00f9 elevati. Questo \u00e8 valido per tutto il settore, ma in modo particolare per i grandi magazzini di maggiori dimensioni, in cui nella corsa ad accaparrarsi spazio sembra essere stata trascurata la differenziazione.<\/p>\n<p>Il retailing fisico sta incorporando il nuovo modo di pensare dell\u2019ecommerce. Dove il retail fisico si \u00e8 distinto in modo particolare rispetto all\u2019ecommerce \u00e8 nel gusto di fare shopping e nel portarsi a casa qualcosa che sta veramente bene. Esistono pi\u00f9 occasioni in cui ciascuno pu\u00f2 imparare dall\u2019altro.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo report di Criteo sull\u2019abbigliamento,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.criteo.com\/resources\/apparel-trend-report\/\">Riconciliare la tecnologia con il tattile<\/a>,\u00a0svela gli ultimi trend studiati dagli ecommerce retailer della moda per trasformare gli aspetti negativi in opportunit\u00e0. Anche se l\u2019online non pu\u00f2 essere \u201ctattile\u201d, pu\u00f2 per\u00f2 coinvolgere di pi\u00f9 emotivamente. Sono in aumento video, collezioni curate e storytelling su come indossare le collezioni, oltre che gli stessi brand.<\/p>\n<p>Le taglie sono un altro importante ostacolo per l\u2019online. I tassi di restituzione sono circa del 28%. Anche se \u00e8 vero che i figli del millennio in particolare amano comprare in grandi quantit\u00e0 da cui scegliere poi a casa per puro divertimento, esiste per\u00f2 un problema maggiore e pi\u00f9 dannoso: la mancanza di taglie standardizzate che causa i resi. Nuovi software di visualizzazione a 360\u00b0, l\u2019aumento delle politiche di reso gratuito e una nuova tecnologia di etichettatura stanno migliorando la situazione.<\/p>\n<p>Verso la pratica di quel 46% di clienti che ama lo \u201cshowrooming\u201d (verificare un articolo in un punto vendita fisico per poi acquistarlo su Amazon o altrove online) i punti vendita hanno sviluppato oggi un approccio pi\u00f9 rilassato. L\u2019impronta fisica ridotta pone maggiore enfasi sull\u2019esposizione e sulla presenza di personale di vendita competente, rendendo l\u2019esperienza tattile pi\u00f9 \u201cdivertente\u201d, che si conclude con l\u2019acquisto, nel punto vendita oppure online.<\/p>\n<p>Il 69% di noi che invece visita il \u201cwebroom\u201d ama quel connubio tra una vetrina ecommerce e l\u2019esperienza tattile in-store. I webroomer non vogliono aspettare neanche un giorno per i loro acquisti. Non vogliono pagare per la spedizione e soprattutto vogliono toccare con mano un prodotto prima di acquistarlo. Clienti sempre pi\u00f9 sicuri chiedono sempre pi\u00f9 spesso che anche i punti vendita offrano il prezzo online.<\/p>\n<p>I retailer fisici pi\u00f9 smaliziati usano reparti temporanei all\u2019interno del punto vendita per campionature di prodotti e articoli esclusivi personalizzati. Molti stanno reintroducendo i caff\u00e8 o altre aree di ristoro per potenziare l\u2019esperienza in-store, ma dovrebbero anche imparare dai \u201cMi piace\u201d di Amazon e di Google sulle spedizioni in 2 giorni, di 1 giorno o nello stesso giorno, sui resi incondizionati e sulla qualit\u00e0 dell\u2019assistenza in diretta di persone reali. Dovrebbero inoltre riprendere le loro storie di brand e lo storytelling. Questo \u00e8 qualcosa che ai rivali digitali spesso manca. E oggi per i retailer il passaggio dalle passerelle al punto vendita \u00e8 molto pi\u00f9 rapido. In un mondo globale e sempre connesso manca totalmente la pazienza di aspettare per tanto tempo.<\/p>\n<p>I retailer dell\u2019ecommerce possono cercare di potenziare il piacere dell\u2019esperienza di shopping online mediante la nuova tecnologia, che consente visualizzazioni a 360\u00b0 e immagini di prove personalizzate, come gli specchi magici di eBay, che permettono di simulare in-store l\u2019acquisto spontaneo dell\u2019utente mediante l\u2019uso di programmatic per suggerire quale camicia sta bene con quei determinati jeans (gli strumenti Cross-Sell di Criteo) e prodotti sponsorizzati. Ed \u00e8 ovvio che dovrebbero essere sempre connessi, specialmente nei periodi di vacanza.<\/p>\n<p>Soprattutto, entrambi i settori dovrebbero imparare l\u2019uno dall\u2019altro la personalizzazione. Se esisteva un problema importante insito nel sorgere di punti vendita simili a enormi scatoloni che oggi stanno rapidamente passando di moda, questo era la de-personalizzazione dell\u2019esperienza. Parole come \u201csu misura\u201d e \u201cpersonalizzato\u201d tornano di moda, perch\u00e9 fanno sentire i clienti speciali e lo shopping quello che si suppone che sia: divertimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nell\u2019ambiente competitivo di oggi, gli effetti della chiusura di punti vendita si avvertono nei centri commerciali e nelle vie maestre di tutto il mondo. Amazon punta ad appropriarsi di Macy\u2019s per diventare il retail di abbigliamento numero uno negli USA nel 2017. 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