I nuovi paradigmi dell’eCommerce in Italia. L’analisi di Netcomm

 

Netcomm Forum, l’evento annuale organizzato dal Consorzio del commercio digitale italiano, quest’anno si è svolto in diretta, grazie a una piattaforma digitale che ha ospitato i protagonisti de mercato. Come tutti gli anni, la conferenza plenaria è stato il momento in cui si è fatto il punto sui numeri dell’eCommerce in Italia.

In un solo mese, dall’inizio della crisi sanitaria, le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’eCommerce, che ha garantito a numerose attività la continuità di servizio per i cittadini. Si è registrato un salto evolutivo di 10 anni verso il digitale!

Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (tra gennaio e maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori e le previsioni davano la medesima crescita organica anche per il 2020.

La spesa quotidiana fra Click&Collect e proximity commerce

Dal punto di vista delle vendite online, si è registrata una vera e propria impennata nei settori che fino a poche settimane fa erano considerati emergenti. A registrare l’incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile, è stato infatti il pet care (+154%); seguito da cibi freschi e confezionati (+130%) e prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93).

A causa del lockdown, i modelli di consumo degli italiani sono cambiati in tempi record. In particolare, sono variate le modalità di spedizione e di consegna: il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del 349% ed è probabile che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale. Un altro modello sempre più apprezzato è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha raggiunto cittadine e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato di poterne beneficiare. Anche in questo caso, difficilmente i consumatori rinunceranno a questa comoda pratica.

L’interdipendenza tra online e fisico

Nonostante i segnali positivi, in Italia emerge che la tendenza a una logica omnichannel è ancora molto bassa, come basso rimane il livello di gestione smart dei negozi tramite app che consentono ai consumatori di localizzare lo store più vicino, pagare, ricevere sconti e approfittare di programmi fedeltà.

Dall’analisi condotta da Netcomm su 280 insegne di diversi settori, che rappresentano circa 46.000 punti vendita, risulta infatti che solo il 79% possiede un canale eCommerce attivo e solo il 37% è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online.

Durante il lockdown, per tanti il digitale ha rappresentato l’unica occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri, l’eCommerce è stato motore di crescita esponenziale delle vendite, ma le operazioni hanno mostrato dei limiti funzionali.

Quando questa crisi sarà superata, l’eCommerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi e la nuova normalità sarà sicuramente più digitale.

In questo scenario, le aziende e le PMI devono affrontare molte sfide, ma possono anche cogliere le opportunità per trasformare e innovare il proprio business. Secondo Netcomm, acquisire le competenze tecnologiche più adeguate è la chiave per accelerare o avviare per la prima volta il percorso verso l’eCommerce, un settore che mai come in questo momento ha dimostrato di essere non più solo un accessorio, ma un servizio fondamentale per le imprese e per i cittadini.