Conosci il team: Federico Trudu, Client Partner

 

Cominciamo dall’inizio – qual è la tua formazione? Come sei arrivato in Criteo?

Ho studiato economia all’università e dopo un Erasmus ad Alicante nel 2010 ho sempre provato ad associare alla mia crescita professionale l’incontro con culture diverse. Questo mi ha permesso di imparare tre lingue nuove e di lavorare in tre paesi diversi dall’Italia. Alla fine dei miei studi infatti ho iniziato a lavorare a Parigi in ambito IT nel dipartimento marketing di un partner francese di Oracle, poi mi sono trasferito a Dublino per lavorare nella sede di Oracle Direct EMEA in ambito sales passando da un ruolo entry level fino ad un ruolo di inside sales responsabile per Italia, Turchia e Grecia. Negli anni ho sviluppato un interesse sempre maggiore per il digital quindi dopo un post graduate diploma in digital marketing a Dublino ho cercato una nuova sfida sales in questo settore. E’ cosi che ho trovato Criteo e mi sono trasferito a Barcellona, qui ad inizio 2015 si iniziava a costituire l’hub EMEA ed eravamo solo una trentina di persone (a quel tempo eravamo tutti in un unico gruppo whatsApp..oggi questo sarebbe molto più difficile dato che nell’ufficio di Barcellona lavorano più di 300 persone!).

Parlaci del tuo percorso con Criteo.

In Criteo ho ricoperto tre ruoli diversi e ho lavorato in due uffici europei (Barcellona e Milano). Ho lavorato un anno e mezzo come sales per il mercato italiano mid market a Barcellona, ero responsabile di trovare e lanciare nuovi clienti o agenzie di piccole o medie dimensioni. Ho coperto poi per due anni il ruolo di account strategist per large customers dall’ufficio di Milano. Come account strategist seguivo un portafoglio di top client e agenzie media; i clienti erano di diversi settori (retail, travel, classified ma anche automotive e telco) e l’obbiettivo era aiutarli a raggiungere i loro target di performance con le varie soluzioni di Criteo, oltre che preparare incontri regolari, analisi e QBR con c-level. Da maggio 2018 sto lavorando come client partner per il settore automotive, seguo uno dei principali gruppi europei a livello EMEA e grazie all’esperienza a livello di verticale supporto altri colleghi con il lancio o la gestione di nuovi clienti nel mondo automotive.

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Come ti ha aiutato Criteo con la tua carriera, per farti arrivare dove sei ora?

In Criteo c’è una bellissima cultura aziendale, sin dall’inizio ho trovato colleghi e manager pronti a supportarti o a condividere le proprie conoscenze e questo ha reso facile la crescita nei differenti ruoli che ho ricoperto. Ho avuto l’opportunità di lavorare in due uffici diversi grazie all’internal mobility e questo mi ha permesso di entrare in contatto con segmenti di mercato, clienti, agenzie media, processi e stili di management diversi. Nell’arco dei quasi 5 anni in Criteo ho sempre provato ad avere un approccio positivo, curiosità e mettendomi in gioco mi sono stati dati tutti gli strumenti per acquisire competenze che mi tornano utili nel mio lavoro oggi e nel proseguo della mia carriera in futuro.

Gli aspetti del tuo lavoro che preferisci?

Quello che mi piace di più del mio lavoro è il contatto con i clienti, la possibilità di vederli crescere (questo in particolare quando lavoravo con startup) o raggiungere dei buoni risultati grazie a delle soluzioni che abbiamo ‘costruito’ insieme. Un altro aspetto molto interessante è poi la possibilità di lavorare internamente all’azienda a supporto degli altri colleghi che seguono clienti del settore automotive come me.

Che cosa distingue Criteo come azienda?

L’ambiente di lavoro e le iniziative per i dipendenti. L’ambiente di lavoro in tutti gli uffici che ho visitato è collaborativo, positivo e regala un sacco di occasioni per stare insieme dai team building ai Criteo Social (eventi interni). Ci sono poi iniziative molto interessanti per sensibilizzare su temi di diversità o attività di volontariato per le comunità locali: in Italia collaboriamo con Legambiente per progetti specifici per l’ambiente o con l’associazione Pane Quotidiano per distribuire alimenti.

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Che cosa ami fare nel tuo tempo libero?

Sono stato per anni membro e poi presidente di un’associazione giovanile nella mia città di origine, organizzavamo festival musicali, mostre e attività di volontariato. Oggi non ho più l’età per i festival ma quando posso gli do ancora una mano. Altrimenti mi piace molto fare hiking vicino ai laghi o le montagne al confine tra l’Italia e la Svizzera dove sono cresciuto. Ultimo ma fondamentale, da buon italiano mi piace cucinare e soprattutto mangiare!

Infine, hai dei consigli per i new comer o per le persone che cercano di seguire una carriera simile alla tua?

Credo che non esista una formula magica ma che ognuno costruisca la propria carriera sulla base di una serie di scelte razionali ed impulsi personali ma se dovessi condividere un consiglio con un new comer del mondo sales gli direi: cold calling, fame di imparare, voglia di mettersi in gioco. L’ideale sarebbe puntare ad un’azienda dove si investe molto nei training e nello studio di tecniche di vendita. Questo credo che dia un’ottima impostazione per il lavoro anche quando poi si passerà a vendite più complesse o al field ed insegni ad avere una buona dose di spirito di sacrificio che tornerà utile negli anni a seguire.