Intervista a David Fox, il nostro Chief Commercial Officer e Chief Development Officer

settembre 9, 2020

Che cos’hanno in comune T-shirt, logistica, aviazione e Brené Brown? Hanno contribuito tutti a formare la vita e la carriera di David Fox, che è entrato a far parte di Criteo la scorsa primavera per assumere i ruoli essenziali di Chief Commercial Officer e di Chief Development Officer.

David non ha seguito un percorso di carriera “standard”, dal momento che la sua esperienza comprende posizioni di leadership in grandi società per azioni, quali Akamai Technologies, oltre che la creazione di imprese di sua iniziativa. Prima di entrare in Criteo, la sua posizione più recente è stato il ruolo di CEO e Chairman di Stellar Labs, un marketplace di successo nel settore dell’aviazione commerciale, che ha fondato lui stesso nel 2014.

L’aviazione David ce l’ha nel sangue, dal momento che sia il nonno che il padre hanno entrambi seguito carriere in questo campo, stimolando il suo sogno da bambino di diventare pilota. Anche se la miopia ha sviato David dal suo sogno di volare, suo figlio invece ha iniziato a imparare a volare a partire dagli 11 anni, segno che nella famiglia Fox la tradizione continua.

Ho avuto il piacere di parlare con David per discutere del suo stile di leadership, delle sue influenze, delle lezioni che ha imparato dall’esperienza di imprenditore e di altro ancora. Scopri tutto quello che David ci ha detto nell’intervista che segue.

In Criteo, copri sia il ruolo di Chief Commercial Officer che di Chief Development Officer. Come descriveresti queste due funzioni?

Criteo è nel pieno di una trasformazione per diventare un partner pubblicitario upper funnel per i nostri clienti. Il mio obiettivo per entrambi i ruoli è quello di contribuire a questa crescita, alla guida dei nostri team commerciali globali, oltre che guidare le nostre partnership strategiche a creare l’ecosistema più solido possibile. Grazie ai nostri prodotti e all’aggiunta delle soluzioni competenti che offriamo mediante i nostri partner di fiducia, siamo in grado di fornire un valore eccezionale a pubblicitari, agenzie ed editori. Il mio obiettivo finale è di incrementare costantemente il valore che possiamo offrire.

Che cosa pensi dell’enorme cambiamento di comportamento dei consumatori dovuto al COVID-19, che continuerà anche dopo la fine della pandemia?

È un dato di fatto che la pandemia abbia accelerato la crescita dell’eCommerce. Ad esempio, un report che abbiamo pubblicato quest’estate, frutto dell’intervista di più di 13.000 consumatori nel mondo, ha evidenziato che il 53% degli shopper ha scoperto almeno una forma di shopping online durante il COVID-19, e vuole continuare a servirsene. Questo mostra che continueremo ad assistere a un aumento dello shopping online su molti siti – non solo su quelli degli attori più importanti dell’eCommerce.

In che modo pensi che questo incremento dello shopping online influenzerà l’eCommerce?

Con l’aumento del numero degli shopper online, vedremo un aumento dei consumatori che visitano nuovi siti di brand e retailer per trovare proprio i prodotti che stanno cercando, dal momento che le aziende più grandi dell’eCommerce hanno difficoltà a soddisfare la crescente domanda. Questo può anche contribuire ad incrementare quei brand che adottano un approccio maggiormente direct-to-consumer, per gestire meglio i loro rapporti con questi nuovi clienti.

I marketer dovranno essere ovunque e, per essere sicuri di raggiungere la totalità della loro audience, dovranno adottare una strategia omnichannel, che preveda il coinvolgimento di shopper che hanno precedentemente acquistato solo in-store, mediante pubblicità online rilevanti che dicano a che punto sono i consumatori del loro customer journey.

Che sviluppo ha avuto la tua carriera?

In realtà, ha avuto un percorso piuttosto lineare. Fin dall’inizio avevo spirito imprenditoriale, tant’è vero che ho iniziato la mia prima attività commerciale all’età di 14 anni, vendendo t-shirt con i disegni di mio zio a una rete di scuole superiori della Bay Area di San Francisco. Ho continuato con un’attività simile durante tutti i miei anni al college e, da allora, ho assunto diversi ruoli, sia nelle mie stesse aziende sia in organizzazioni più grandi. Queste esperienze hanno contribuito a crearmi una prospettiva olistica su come trasformare le aziende, oltre che a farmi comprendere quello che le grandi aziende possono apprendere dagli imprenditori.

Quali sono le lezioni che le grandi aziende possono apprendere dagli imprenditori?

Sono stato abbastanza fortunato da avere grandi maestri in tutta la mia carriera e uno di essi mi ha consigliato di fare attenzione a “non avere i paraocchi” quando si tratta di creare un business. Se sei a capo di un’azienda, devi avere una visione ampia e focalizzarti su un percorso per raggiungerla, accertandoti però di avere sott’occhio l’intero quadro, in modo da scoprire se gli elementi che ti circondano potrebbero influenzare positivamente o negativamente il tuo business.

È un consiglio che potrebbe essere valido per chiunque, sia per il titolare unico di un’azienda che opera dal proprio garage sia per il CEO di un’azienda classificata da Fortune 500. Devi continuamene tastare il polso del mercato, in modo da poterti adeguare di conseguenza. Ogni azienda con cui ho iniziato ha finito per diventare molto diversa da come l’avrei perfino immaginata, e questo per adeguarsi alle condizioni di mercato.

Quali figure pubbliche ammiri e perché?

Ce ne sono molte, ma dato il periodo senza precedenti che stiamo vivendo su scala globale, in questo momento non mi viene in mente nessuna delle figure che ci si aspetterebbe. Con livelli di disoccupazione insolitamente alti, piccole aziende che falliscono e le sfide che lo smart working presenta, è importante che io ascolti attentamente il mio team per poterlo aiutare in ogni modo in cui sia in grado. Il mondo in cui viviamo è diverso e, riguardo al compito che abbiamo in Criteo, questo fatto tocca il nostro team sotto molti aspetti, favorevoli e meno positivi.

Detto questo, la sola persona che mi viene in mente oggi in particolare è Brené Brown. Le sue affermazioni sull’empatia mi trovano pienamente d’accordo, poiché l’empatia è una capacità fondamentale su cui ho lavorato personalmente per molti anni, sia nel corso della mia carriera sia nella mia vita familiare. Essere empatico mi è effettivamente di aiuto per stabilire un rapporto più profondo con i miei colleghi di team, facilita la comprensione e mi rende un comunicatore più efficace, abilità necessarie per tutti gli aspetti della vita.  In cambio, questo contribuisce a stimolare collegamenti più stretti con il mio team, indipendentemente dall’ambito, in un mondo virtuale come quello di oggi che può presentare molte sfide. Allenarci ad essere più efficaci possibile è oggi fondamentale.

Quale consiglio ha per altri funzionari in posizioni di leadership come la tua?

Creare quanto più valore possibile e il più rapidamente possibile. Trovare modi per riuscire rapidamente e creare questa spinta con i propri team. È molto importante formare i propri team individuando le loro opportunità di crescita, dando loro responsabilità, possibilità e incoraggiamento per accelerare la loro carriera. Ciò li aiuterà senz’altro a correre dei rischi, a fare un grande lavoro, a gestire meglio i loro team e anche a fare le cose divertendosi.

Incoraggerei tutti i leader a trovare un network su cui possano contare per avere supporto professionale e personale. Ad esempio, io sono membro di una community di leadership globale chiamata Organizzazione del giovane presidente (Young President’s Organization, YPO), che mi consente di condividere con migliaia dei migliori leader del mondo e di imparare da loro. È fondamentale far parte di una comunità che ti possa aiutare a condividere le conoscenze e ad acquisire una prospettiva sull’esterno.

Vorrei ringraziare moltissimo David per in tempo che ci ha dedicato e per quanto ci ha comunicato in questa intervista. Scopri altri contenuti dei nostri funzionari, tra cui gli insight della nostra CEO, Megan Clarken, qui.

Kelsey Wahl

Nativa di Buffalo, ma ora residente a Brooklyn, Kelsey è una content marketer a cui piace anche insegnare yoga, andare al cinema e cercare le migliori alette di pollo di NYC. Ama gli animali e deve resistere alla tentazione di adottare ogni gatto e cane che vede.

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